Rue de Verdun

Pubblicato il 17 giugno 2021

Onestamente, scrivo questo articolo per avere una traccia della follia che abbiamo vissuto abitando in «rue de Verdun», a Montpellier, in questi ultimi anni.

Porta davvero bene il suo nome questa via, situata tra la stazione di Montpellier e la celebre place de la Comédie, a volte assomiglia a un piccolo campo di battaglia, che fa alzare gli occhi al cielo ai montpellierini a cui si dice «abito in rue de Verdun».

Quando sono tornato a Montpellier 5 anni fa, è il primo appartamento che ho visitato, era bello, immenso, luminoso, tutto per piacere, a un prezzo accettabile… un affare! Soprattutto dopo aver vissuto tanti anni a Parigi con affitti stratosferici. Ho firmato subito!

Il giorno del mio trasloco, mentre arrivavo con il camion pieno di mobili, e dopo qualche manovra delicata in mezzo alle terrazze dei fast food, mi sono ritrovato faccia a faccia con una banda di punk con i cani davanti alla mia porta. Nessun problema, mi piacevano i cani, e gli emarginati non mi davano più di tanto fastidio.

Ma questo era prima. Era un segno…

Cos'è la rue de Verdun?

La rue de Verdun è, una mattina, avere due tossicodipendenti, aghi nel braccio, davanti alla porta del vostro appartamento (al 3° piano), e non sapere bene come gestire la cosa.

La rue de Verdun è dover intervenire per separare un punk con il cane che ha appena picchiato la sua compagna, insanguinata, perché nessun altro vuole intervenire, poi essere voi stessi minacciati perché siete intervenuti.

La rue de Verdun sono negozi e fast food che fanno lavori illegali per mesi, usando le loro smerigliatrici tutti i giorni, anche la domenica, anche la notte, di continuo. E non «un» negozio eh, no, praticamente tutti lo fanno.

La rue de Verdun è non chiamare più la polizia, perché la polizia non si sposta più, e vi dice letteralmente al telefono che no, non si sposteranno, anche se dei giovani minacciano i passanti in strada, o se un uomo visibilmente ubriaco gira con il pene al vento.

La rue de Verdun sono degli svitati che periodicamente decidono di sedersi ogni notte sotto la vostra finestra per urlare a squarciagola, per ore. Senza motivo, solo per urlare.

La rue de Verdun sono passanti che si picchiano di continuo, che sono k-o e insanguinati a terra, ubriachi, barcollanti, in pieno coma etilico. Non una volta ogni tanto no, ma praticamente tutti i giorni.

La rue de Verdun sono feste studentesche tre sere a settimana, fino a ore assurde, che diventano quasi aneddotiche rispetto al resto.

La rue de Verdun sono i figli dei venditori di kebab che urlano tutta la sera perché aspettano lì, su una sedia, che il padre finisca il turno.

La rue de Verdun è litigare con i commercianti che hanno così poco rispetto per la loro via da buttare i mozziconi di sigaretta direttamente davanti ai loro negozi.

La rue de Verdun sono 20, 30, 40 rider in bici che stazionano sotto le vostre finestre in attesa degli ordini, in un rumore infernale, perché non hanno più il diritto di aspettare nella grande piazza accanto.

La rue de Verdun sono centinaia di scooter che fanno rodeo nella vostra via, tutte le sere, mentre è una via pedonale.

La rue de Verdun è scoprire che i «punk con i cani» maltrattano e picchiano i loro cani di continuo, senza poter intervenire.

E il peggio in tutto questo è dirsi che probabilmente gli abitanti di questa via non vivono nemmeno un quarto del casino sopportato da certi abitanti di quartieri ben più svantaggiati… Quindi ci si sente un po' in imbarazzo a lamentarsi, a ragione.

Quindi cercheremo di lasciarla la rue de Verdun, il bello e grande appartamento ci mancherà sicuramente, ma le nostre notti saranno forse un po' meno agitate.

Crediti foto: DR

Di Paingout

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