Auricolari wireless Plantronics BackBeat GO 2
Pubblicato il 7 novembre 2013

Gli habitué del blog lo sanno, sono un maniaco delle cuffie audio, le cambio molto regolarmente, e tendo a considerare che avere un telefono da 700 sacchi attaccato alle orecchie con delle cuffie da 20 sacchi sia un'eresia. Alcuni a quanto pare se lo ricordano, ed è piuttosto figo, perché così ho ricevuto questo modello in prova, ossia un Plantronics BackBeat GO 2. L'auricolare in questione, sulla carta, è piuttosto ideale per me. Sono un grande fan degli in-ear, e questo è un in-ear. È wireless, e adoro gli auricolari wireless. Non pensavo fosse immaginabile fondere i due mondi, e beh a quanto pare sì, ed è piuttosto ben giocata. Vi spoilero persino un po' il finale: si trova questo auricolare a 80/90 euro, è piuttosto abbordabile per un prodotto di questa qualità, anche se non è esente da difetti. Da notare che molte persone dicono di trovarsi male con gli in-ear. Il problema deriva essenzialmente dalla mancanza di pazienza. Un in-ear è come un paio di scarpe: per 2 giorni è super fastidioso, il terzo giorno ci si è abituati, e non se ne può più fare a meno, non fosse altro perché isola meglio dai rumori ambientali, e permette anche di non alzare troppo il volume (e finire sordi a 35 anni).
Torniamo a questo BackBeat GO 2. Giochiamo ai «perché è bello» e perché non è bello, perché tanto lo so, quando leggete prove su Internet, leggete solo quello. Si parte:
PERCHÉ È TROPPO BELLO QUESTO AURICOLARE. + Un auricolare wireless, che funziona in bluetooth, è molto bello. + È dotato di un microfono per poterci telefonare. + È davvero leggero. + È dotato di piccoli tasti di controllo sul lato, per poter controllare la musica e le chiamate. + Dovrebbe essere resistente al sudore, detta così non è sexy, ma questo tipo di prodotto è ideale per fare sport, quindi conta. + Viene consegnato con una piccola custodia, che include a sua volta una batteria, per poter ricaricare quando è riposto. + Il cavo USB in dotazione è furbo, dato che include una porta USB femmina, per non perdere una porta USB durante la ricarica dell'auricolare (o della custodia). + Il packaging è efficiente, e non richiede un cannello per aprire la scatola (qui penso a Jays e alle loro confezioni della morte, che mi fanno impazzire ogni volta). + L'auricolare viene consegnato con dei gommini in più.
PERCHÉ NON È COSÌ BELLO QUESTO AURICOLARE. – Gli in-ear sono ovviamente dotati di batteria, quindi sono abbastanza grossi e sporgono per forza dalle orecchie. – Mancano i bassi, e il suono è nel complesso abbastanza mediocre. – Non si può riporre il cavo di ricarica nella custodia, quindi si ha comunque sempre un cavo che gira. – L'autonomia è limitata, calcolate 4-5 ore di utilizzo, senza passare dalla ricarica della custodia. È poco, ma normale vista la dimensione e il peso della cosa.
LA MIA APPASSIONANTE CONCLUSIONE. Francamente? Lo consiglierei a occhi chiusi. Il rapporto qualità/prezzo è buono, è ben rifinito, e dal punto di vista funzionale è perfetto. Avrei voluto una migliore qualità audio, ma a quel prezzo siamo nella media di ciò che si fa di solito. Quanto all'autonomia, sì è poca, ma nei fatti, se si prende l'abitudine di ricaricarlo sistematicamente, insieme al telefono, non è bloccante. Lo consiglierei in particolare a chi fa footing o palestra. In quel caso è ideale. Tempo fa avevo testato il Sennheiser MM450 che era già un auricolare Bluetooth, e beh questo Plantronics fa il suo lavoro altrettanto bene.
ECCO. Se vi va, si trova su Amazon, e a quanto pare cercando bene lo si trova anche in bianco. E poi un grande grazie a @LaFilledelaCom per avermi prestato le sue orecchie per le foto 🙂 (lo so bene che siete stufi di vedere la mia faccia).
Crediti foto: Plantronics
Di Paingout


